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Utente non pił registrato
#1  Scritto il 25-09-2015 16:17

Salve a tutti, sarei curioso di sapere perchè negli anni 60 era cosa comune rovinare i fumetti (soprattutto Bonelli) con del nastro adesivo sulle coste. 

Utente non pił registrato
#2  Scritto il 25-09-2015 17:35

Ma pensa te. Grazie per la risp

billythekid
#3  Scritto il 25-09-2015 18:19

aggiungerei che, allora ci si scambiava i fumetti fra amici ed era impensabile l'intenzione di conservarli, per cui nastro adesivo o meno, non ci facevi caso. ovviamente stò parlando di quando si era ragazzini nelgi anni "60-70 comunque si collezionavano anche, ma cosi come erano, anche alla meno peggio, l'importante era averli e...non spendere una lira (soldi pochi, molto pochi)


pat garrett
Pierangelo Serafin
#4  Scritto il 25-09-2015 18:47

billythekid perfetta risposta! Aggiungerei che il collezionismo era agli albori e per far si che non andassero persi i propri albi si usava anche firmarli. Ecco il perchè delle molte firme che si trovano sui giornalini di quegli anni. Giravano dozzine di mani (E di occhi) e con quei sbrigativi ex libris si aveva una minima speranza che tornassero a casa :-) . Poi non esistevano buste protettive per cui l'usura si faceva sentire.

Altro particolare da non sottovalutare erano i frequenti traslochi; all'epoca non esisteva il concetto di proprietà della propria abitazione e per poche decine di migliaia di lire di affitto in meno capitava di spostarsi di frequente. I giornalini si adeguavano a trovare il posto che trovavano (Spesso solai o cantine ammuffite) sempre che non andassero persi. Ora ne abbiamo una cura maniacale ben sapendo che il supporto cartaceo è molto delicato ma, a quei tempi, non ci si pensava. Le città erano piene di baracchini dove si potevano spesso recuperare albi usati per poche lire e ci si affidava anche a quei metodi di recupero/ricerca.

Utente non pił registrato
#5  Scritto il 25-09-2015 22:28
Modificato da il 25-09-2015 22:29

la presenza del nastro adesivo in se non è un problema.

 

il problema vero è che la colla MACCHIA.

 

per il nastro adesivo il modo per toglierlo c'è

ma per la macchia "no"!

 

: la colla col tempo poi tende a seccare e si stacca senza "faticare"

 

billythekid
#6  Scritto il 25-09-2015 23:14

comunque il concetto di "collezionista" è una parola grossa

non è più un semplice "ammucchiare " fumetti

si va oltre...e la cura che si ha con i fumetti, per non parlare del costo, è fuori dalla portata della gente comune.

ho sempre sognato di fare una specie sondaggio-esperimento

cioè, avvicinare colleghi e conoscenti che siano assolutamente privi della cognizione del valore ma che, ogni tanto non disdegnano di leggersi un bel fumetto

e con banali scuse avvicinarli e pilotanto il discorso del tipo:

"senti io ho a casa il n.1 originale di tex...me li daresti 100 euro?"

la risposta...

"ha però, il n1? deve valere tanto...però 100 euro...no dai adesso no, magari un'altra volta"


pat garrett
claudiogioda
#7  Scritto il 26-09-2015 01:23

be'... se tutti, anche i non appassionati come noi, fossero disposti a pagare forte ogni fumetto raro... saremmo rovinati!

billythekid
#8  Scritto il 26-09-2015 11:52

claudiogioda ha scritto:

be'... se tutti, ...

con l'amministratore non si discute!

comunque hai ragione, parole sante le tue.


pat garrett
Utente non pił registrato
#9  Scritto il 05-04-2016 15:57

Io mi continuo a domandare un'altra cosa. Come fanno ad esistere albi in condizioni magazzino e in diverse copie? Penso agli spillati non censurati di Tex che superano lo stipendio mensile medio per ogni albo e ci vorrebbe quasi una vita a collezionarli. Come fanno ad esistere? O meglio possibile che negli anni sessanta ci sia stata anche questa lungimiranza nel conservare in perfetto stato albi che non si poteva prevedere avrebbero avuto un valore migliaia di volte più alto?

claudiogioda
#10  Scritto il 05-04-2016 18:00

Alcuni albi sono stati davvero conservati per decenni in modo impeccabile da privati. Ne ho visti personalmente.

Molti però arrivano da magazzini di distributori o edicolanti, o ancora dagli archivi degli editori stessi.