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Pierangelo Serafin
#1  Scritto il 12-12-2016 21:06
Modificato da cedigiu il 12-12-2016 21:37

Non proprio oggi ma è un anniversario importante e quindi posto anche qui un mio pernsiero che ho appena postato in un sito fumettistico sperando che vi piaccia.

 

Cinquant'anni fa (Sempre che faccia fede la data riportata in copertina) usciva nelle edicole italiche la prima vera testata dedicata interamente a Batman. Il detective di Gotham aveva precedentemente condiviso, in coabitazione con Nembo Kid, l'intestazione di quello che era il "Superalbo Nembo Kid" a partire dal numero 62 del Luglio 1965 ma non vi appariva il tradizionale logo di quell'epoca.

A tutt'oggi rimane, incredibile ma vero, la più lunga serie da edicola dedicata al personaggio con i suoi 82 numeri (L'ultimo dei quali uscito in data 29 Marzo 1970).
A superare la fatidica soglia non ci riuscirono né la Cenisio che si fermò a 71 uscite né la Play Press che chiuse beffardamente la serie con un numero doppio 81/82. Alla RW Lion si vantano di aver editato un centesimo numero ma questo è vero se si tiene conto anche della precedente serie della Planeta DeAgostini (Da qui la doppia numerazione degli albi della casa editrice di Novara).

 

Il materiale pubblicato dalla Mondadori in quei poco più di quattro anni è stato quello del periodo di transizione e di passaggio definitivo dalle mani del suo (Co) creatore e unico detentore dei diritti Bob Kane a quelle della National Periodical Publications.
Kane andò praticamente in pensione ed i suoi ghost artists (Sheldon "Shelly" Moldoff in testa) cedettero il posto ad artisti del calibro di Bob Brown, Frank Springer, Irv Novick e Neal Adams.
Il rinnovamento generale della major statunitense fu però piuttosto lento rispetto ai tempi che stavano mutando rapidamente (Il '68 e le rivolte giovanili in primis); certamente più lenti rispetto alla Marvel che però, all'epoca, era ancora una casa editrice minore rispetto alla D.C. ed i suoi eroi, monolitici e di chiara estrazione W.A.S.P.sebbene archetipici, ne pagarono lo scotto.

 


Resta il piacevole ricordo di una delle più belle edizioni che Batman abbia mai avuto piena com'era di redazionali vari e di un dialogo con i lettori (Non certo i filologi dei nostri tempi) ingenuo ma sincero.


Tanti auguri "Batman" numero 1; per molti fans di colui che sarebbe diventato il Cavaliere Oscuro sei sempre il vero Numero 1.

 

Pierangelo Serafin ha allegato l'immagine:
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cedigiu
#2  Scritto il 12-12-2016 21:54

 

Grazie Pierangelo per il viaggio nel tempo che ci ha riportato nelle edicole di cinquantanni fa ovvero proprio nel periodo in cui anche io, in quelle edicole, feci la conoscenza con il mondo dei supereroi DC. In realtà cominciai a comprare l'albo intorno alla terza/quarta uscita ma credo ai fini storici... la differenza non sia molta!!!

 

boldlygo
#3  Scritto il 13-12-2016 09:49

Io ho cominciato quasi dieci anni più tardi, con il numero 3 della Cenisio. Fui conquistato da una splendida storia con lo Spaventapasseri, letteralmente da brividi, disegnata da Chan

È questa la prima occasione in cui il costume di Batman è stato colorato di grigio in Italia? Dalle immagini di archivio vedo che sui Nembo Kid dello stesso mese era ancora rosso.

Una precisazione sulla doppia numerazione Planeta/Lion: la numerazione non cambiò per il passaggio tra gli editori, bensì quando, dopo Flashpoint, si passò ai famigerati New 52, per ricalcare l'azzeramento delle numerazioni avvenute in USA. Per lo stesso motivo, RW riprenderà adesso la numerazione delle due testate principali dopo Rebirth. La numerazione editoriale ufficiale, quella legata alla testata registrata al tribunale, comunque, non è mai cambiata.

Comunque, è corretto dire che se quella Planeta/Lion è stata la più durevole serie di Batman uscita senza soluzione di continuità, quella della Mondadori detiene il record, non ancora facile da battere, di testata su Batman più lunga pubblicata da un singolo editore partendo dal numero 1.

 

Pierangelo Serafin
#4  Scritto il 13-12-2016 17:47

No, il colore grigio del costume di Batman si vede già negli albi della Mondadori a partire dal numero 37 che è stato il primo parzialmente a colori. In realtà alcune copertine degli "Albi del Falco" riportano la colorazione esatta del costume di Batman già da tempo (Come la copertina del numero 236 del 1960 per esempio). Il problema del cambio di colorazione del costume di Batman è spesso stato attribuito a motivi ideologici come il fatto che potesse impressionare i lettori più piccoli per cui lo si è reso più rassicurante con un costume rosso sgargiante e di conseguenza meno cupo. In realtà ci sono esigenze più pragmatiche come quelle della stampa. Il grigio all'interno degli albi lo si otteneva con relative retinature dei quattro colori di base (Cyan,Magenta,Yellow e Black) che però, una volta rimpicciolite per adattarle al formato degli "Albi del Falco" creavano un pastrocchio o meglio un'unica macchia scura che rendeva difficile distinguire i particolari del disegno (Specialmente nelle vignette più piccole). Questo problema era anche dovuto alla carta di tipo "uso mano" usata per gli interni perchè richiede una quantità di colore superiore a quella che si utilizza per le copertine che sono stampate su carta patinata. Ecco perchè spesso il colore del costume di Batman sulle copertine non cambia.

Eugenio Spreafico
#5  Scritto il 13-12-2016 22:09

Anche L'uomo Mascherato aveva in Italia il costume rosso, immagino per lo stesso motivo; in questo caso, tuttavia, il formato non era piccolo come negli Albi del Falco.

Elledi
#6  Scritto il 13-12-2016 22:19

Grazie per la segnalazione della ricorrenza del primo "vero" numero di Batman!

Io iniziai gli acquisti (discontinui) solo col n. 1 Cenisio, ma era nel mio immaginario praticamente da sempre.

Se non sbaglio, il primo numero degli Albi del Falco con il giusto colore in copertina (grigio) coincide rimarcabilmente col primo numero in cui si utilizza finalmente il vero nome (Batman): n. 105 dell'aprile 1958. smile

 

Parentesi: considero la prima collana Mondadori la più bella di tutte quelle dedicate al personaggio.

Anche se - devo dire - la pubblicazione più organica delle sue storie è avvenuta nella prima serie Play Press, che vide un notevole sforzo di coordinare gli episodi provenienti dalle sempre più numerose serie in una linea di consecutio unica.