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Pierangelo Serafin
#1  Scritto il 01-01-2016 11:14
Modificato da Pierangelo Serafin il 01-01-2016 11:15

È passata qualche settimana dall'uscita di Batman N. 43 della Lion che riporta in seconda numerazione, come prosecuzione dell'eredità editoriale della Planeta De Agostini, il numero 100. Bisogna ricordare che i numeri editi dall' editrice nostrana sono in realtà quattro in più in quanto si arrivò fino al numero 57 della "prima serie" per poi ripartire dal numero 1 in seguito al reboot editoriale delle testate del personaggio negli States che hanno comportato l'inizio di nuovi cicli narrativi.

Il passaggio tra le due case editrici fu indolore e venne anticipato da un numero zero di quelle che sarebbero state le testate principali di casa Lion: "Superman", "Batman", "Lanterna Verde", "Flash", "Wonder Woman" (Il Bolide Scarlatto e l' Amazzone avrebbero in seguito condiviso la medesima testata) e "JLA" (Distribuito gratuitamente nelle fumetterie).

La grafica non subì interventi drastici ma i contenuti, a partire dal tanto agognato aumento di pagine, migliorarono nettamente.

Grazie all'edizione italiana finalmente sparirono gli errori d'ortografia ma, soprattutto, i redazionali venivano finalmente curati da autori nostrani.

Quando arrivai al secondo redazionale, "Ombre nella notte", pubblicato su "Batman" n.  54 (Il primo della nuova gestione) feci quasi un salto sul sedile del tram che dalla fumetteria mi stava riportando a casa; la firma in calce era quella di Elena Pizzi...quella Elena Pizzi che avevo frequentato in un forum di appassionati DC e che avevo avuto anche la fortuna di conoscere di persona in quel di Lucca ai primi di Novembre del lontano 2007.

L'occasione di conoscerci venne data dall'idea di creare una prima (e purtroppo unica) rimpatriata tra utenti. Nell'attesa che arrivasse il piccolo contingente da Roma, giunto (ci vuole un altro purtroppo) tardissimo, passammo buona parte della mattinata a visitare stand e fare piccoli acquisti.

Il tempo mite ci permise di mangiare tranquillamente all'aperto seduti sui gradini di una piazzetta antistante a una piccola chiesa parlando del nostro personaggio preferito e delle trame in corso all’epoca, dato che entrambi seguivamo già le testate batmaniane originali.

Questo è uno dei ricordi più belli che mi porto ancora dentro di quella giornata così particolare.

Tornando alla sensazione di stupore di cui sopra devo onestamente dire che fu subito sostituita da una piacevole sensazione di consapevolezza..."Se non lei chi altri?"

 

In occasione del piccolo anniversario della centesima uscita di "Batman" ho proposto ad Elena una piccola intervista per il nostro sito. 

Chiudo questa lunga introduzione ricordandovi quella antica ma sempre valida massima che dice che: "Dietro ad una grande uomo (Pipistrello) c'è sempre una grande donna".

 

 

 

 

 

-Cara Elena, dove e come comincia la tua passione per Batman?

 

Ciao Pier! La mia passione per Batman è nata quando ero bambina. Guardavo spesso in televisione il celebre telefilm “Batman” con Adam West, poi a 11 anni circa mi sono innamorata della “Batman Animated Series”, il cartone animato di Paul Dini e Bruce Timm che veniva trasmesso ogni pomeriggio sulle reti Mediaset e ha affascinato tanti ragazzi della mia generazione. 

Fui conquistata dai personaggi e dalle atmosfere, e registravo quotidianamente le puntate che poi riguardavo spessissimo. Per tanti anni ho conservato le videocassette che utilizzavo all’epoca… penso di averle consumate! La mia passione per i fumetti del Cavaliere Oscuro invece è più recente e legata all’età adulta: nel 2005 andai al cinema a vedere “Batman Begins” di Christopher Nolan e fui talmente rapita da ciò che vidi sullo schermo (la trama, l’ambientazione, la caratterizzazione di Bats, le musiche di Hans Zimmer) che andai in fumetteria e cominciai ad acquistare freneticamente tutto ciò che trovavo sul Pipistrello. Questo grande amore mi accompagna ancora oggi e si rinnova grazie a ogni fumetto su cui ho l’opportunità di lavorare. 

 

 

-Batman ha una lunga storia editoriale che ha appassionato intere generazioni di lettori in tempi, come i nostri, in cui tutto si è evoluto con una velocità incredibile. Secondo te quali sono le caratteristiche che lo rendono,seppure tra alti e bassi, sempre attuale?

 

I supereroi (questo discorso vale per Batman, ma si può applicare a tutti i suoi colleghi in calzamaglia) riscuotono grandi consensi da oltre settant’anni perché, a mio parere, sono versatili. Gli autori di ogni epoca riescono costantemente a raccontare attraverso questi personaggi i cambiamenti della società in cui viviamo, quindi ogni generazione ha “un suo Batman”, “un suo Superman” e così via. Questo discorso vale non solo per i fumetti, ma anche per la televisione, che negli ultimi anni sta regalando un’enorme popolarità a personaggi storici come Freccia Verde, Supergirl, Flash e anche al nostro amatissimo commissario Gordon, protagonista del telefilm “Gotham”. La DC Comics e la Warner Bros poi hanno in cantiere tantissimi film – stiamo tutti aspettando con trepidazione BATMAN V SUPERMAN in uscita a marzo – e spero davvero che grazie a queste pellicole l’amore per i personaggi DC cresca ancora di più. Tornando al Pipistrello, credo che ad affascinare gli appassionati di ogni età siano gli elementi che rendono Batman un’icona: la sua forza d’animo, la sua dedizione alla causa, il suo senso di giustizia e la sua volontà di aiutare il prossimo. Uno degli appellativi più celebri di Batman è “Cavaliere Oscuro” e spesso secondo me si tende enfatizzare troppo la parola “oscuro” e a dimenticarsi che Batman è soprattutto un cavaliere. Bruce Wayne è un grande eroe e mi piace pensare che le persone lo amino per questo. 

 

-Qual è, a tuo parere, il periodo migliore della storia del personaggio e la sua storia più significativa?

 

Rispondere a questa domanda è difficile, poiché si rischia sempre di scontentare gli appassionati che amano una particolare versione di Batman. Io credo che in ogni epoca ci siano storie che meritano di essere lette e che in qualche modo influenzano la trasposizione del personaggio nei vari media. Per esempio se dovessi citare un albo che ben definisce cos’è il Cavaliere Oscuro al giorno d’oggi sceglierei il primo numero della storia “La Corte dei Gufi” di Scott Snyder, che nel 2011 rilanciò il personaggio dopo il reboot. Si tratta del primo tassello di una saga che continua tuttora e che a sua volta è il seguito della lunga gestione di Grant Morrison risalente ai primi anni duemila. Snyder tra l’altro è un grandissimo fan di Frank Miller e Alan Moore, due autori che hanno rivoluzionato il Pipistrello negli anni ’80 e che lui ha omaggiato più volte. Ogni storia di Batman quindi è connessa a quelle che l’hanno preceduta ed è un intreccio di suggestioni appartenenti a epoche diverse. Comunque se dovessi scegliere una singola storia che ben rappresenta il Cavaliere Oscuro di sicuro citerei DETECTIVE COMICS #38 (1940), cioè l’albo che racconta l’esordio di Robin/Dick Grayson. La bat-famiglia è una delle componenti più importanti della mitologia del Pipistrello, di conseguenza la storia in cui vengono narrate le origini del primo Robin per me avrà sempre una valenza particolare. 

 

 

-Come vedi il futuro del supporto cartaceo?

 

Io sono cresciuta in un epoca in cui i libri o i fumetti in formato digitale non esistevano, per cui subisco da sempre il fascino della carta, dei libri e delle librerie, della lettura raccolta sul divano o sul terrazzo in un pomeriggio d’estate. Allo stesso tempo penso che sia necessario aprirsi alle innovazioni, per cui credo che l’editoria digitale si affiancherà in maniera sempre maggiore a quella cartacea. Viviamo in un mondo frenetico, per cui poter disporre di molti titoli sul proprio e-reader è decisamente comodo per chi viaggia molto. Inoltre questo formato è appetibile per i lettori giovani, per cui potenzialmente i fumetti o i libri potrebbero arrivare a un pubblico più ampio. I volumi cartacei non scompariranno, semplicemente potranno essere letti anche in un altro formato… e più alternative “al passo coi tempi” esistono, meglio è. 

 

 

-Sei una delle redattrici donne più giovani della storia dell'editoria italiana; soprattutto in ambito super-eroistico che è territorio quasi esclusivamente popolato da maschietti agguerriti. Come ci si sente ad affrontare questa "singolar tenzone"?

 

Dall’esterno il fatto che una ragazza legga fumetti di supereroi o si occupi delle testate di Batman può sembrare strano, lo capisco.  Io in realtà non ho mai vissuto tutto questo come una “singolar tenzone”, nel senso che per me i motivi per cui si ama una storia prescindono dal sesso di appartenenza. Si apprezza un personaggio o un racconto perché tocca corde emotive particolari, quindi la passione per Batman mi è sempre sembrata naturalissima. Tra l’altro l’universo batmaniano è ricco di figure femminili interessanti, per esempio Batgirl, Catwoman, Harley Quinn… quindi mi sono sempre trovata a mio agio in questo universo narrativo. Dal punto di vista lavorativo è la stessa cosa e io non mi sono mai sentita una mosca bianca, anzi. Ho dei colleghi che apprezzano il mio lavoro e collaborare con loro è bellissimo. Tra l’altro, grazie alla popolarità crescente dei supereroi, sono tante le ragazze che si stanno avvicinando ai fumetti che raccontano le gesta di questi grandi personaggi, di conseguenza sono convinta che la presenza femminile in questo mondo sia destinata a aumentare. 

 

-Grazie di cuore Elena. Un abbraccio e Allons-y!

 

Grazie a te Pier! Speriamo di rivederci presto (magari a Lucca) e… GERONIMO! 

 

 

Cover di "Batman" 54 con il primo redazionale di Elena Pizzi

e cover di "Batman" 43 (100) realizzata appositamente da Claudio Villa per il centesimo numero della collana.

 

Pierangelo Serafin ha allegato l'immagine:
6760.jpg
Utente non pił registrato
#2  Scritto il 01-01-2016 11:53

due brevi commenti:

anche negli albi Lion ci sono errori di lettering

 

 

Batman il Cavaliere Oscuro

Oscuro

più di uno "critica" questo termine

alcuni addirittura lo vogliono Nero

 

dimenticandosi che -Cavaliere Oscuro- non indica la "vera" natura di Bruce ma che, insieme al nome Batman, serve a TERRORIZZARE i malviventi!

così da ridurre la lotta in quanto basta la nomea per atterrirli e "fermarli".

 

 

Pierangelo,

visto che hai contatti con loro

potresti chiedere perchè i loro volumi non hanno la stessa "impaginazione"?

perchè le copertine in alcuni sono tutte a fine volume,

 mentre in altri vengono usate per divederne i "capitoli"?

cosa che da anni suggerisco!

... oltre a precisare che le cp interne vanno su pg dispari come la prima tavola

 

perchè se "sanno" come raggiungere un risultato Migliore

non è una REGOLA per tutti i vl?

 

... Auguri

Pierangelo Serafin
#3  Scritto il 01-01-2016 12:54

Grazie degli auguri innanzitutto ;-) . I ragazzi che conosco sono per lo più redattori e non conosco alcun grafico.

Da stampatore poi, per antonomasia, quella dei grafici è una categoria che mal sopportiamo.

Così anche a me da fastidio che, per esempio, in "Batman Classic" le copertine non servano a dividere le storie e si debba sempre ricorrere a qualche index per capire da che albo siano tratte.

La mia impressione è che ci siano diversi team che curano le varie collane senza una coordinazione grafica per cui i risultati sono quelli che abbiamo sotto gli occhi.

La mia è solo un'ipotesi ma per quello che riguarda la visione di Elena del "Cavaliere Oscuro" c'è da considerare che i lettori delle nuove generazioni hanno avuto a che fare con un Bruce Wayne che è molto più ossessionato e segnato dalle proprie tragedie di quello che hanno conosciuto i lettori delle generazioni precedenti per cui l'identificazione nel personaggio è pressochè totale.

cedigiu
#4  Scritto il 03-01-2016 16:11
Modificato da cedigiu il 08-01-2016 12:22

Ringrazio, a nome dello "staff", Elena Pizzi che, grazie all'intercessione di Pierangelo, ha concesso l'interessante intervista al nostro sito!