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andrea ranzolin
#1  Scritto il 04-12-2017 22:00

Cosa c’è di peggio di un fumetto riparato con il nastro adesivo? Personalmente sono disposto ad accettare un fumetto (un po’) sgualcito e (un po’) vissuto piuttosto di uno con la costola o una pagina riparati con il nastro adesivo: è il peggior torto che si possa fare al suo valore collezionistico. Questa barbara usanza, tipica degli anni ’60, ’70 e forse anche ’80, sembrava essere il toccasana per preservare al meglio soprattutto le costole dei fumetti esposti a sollecitazioni e urti non so di quale tipo. Anche un fumetto raro come l’82 di Tex col famoso retro rosa perde almeno la metà del suo valore effettivo (vedi prima foto). Il mio per fortuna è senza scotch! Comunque volendo fare una classifica dei danni maggiori e minori arrecati a un fumetto, dopo lo scotch (1), metterei i segni di biro in prima (2) e poi in quarta (3), e ancora, quelli all’interno (4); quindi le abrasioni, soprattutto in prima (5) e sulla costola, che riguardino il titolo e il numero (6). Per ultimo metterei gli strappetti o lievi mancanze (7) a bordo pagina che non interessino le vignette. Le conseguenze date dall’uso del nastro adesivo sono quelle che si possono vedere nell’ultima foto: dopo decenni il nastro si è staccato o è stato rimosso ma rimane un alone che diventa arduo se non impossibile eliminare (per la cronaca, ho cercato di ripulire questa pagina al meglio ma più di così…e poi con pazienza e giuste dosi di colla vinilica ho ricomposto la pagina: lo strappo si vede poco ed è meno evidente dell’alone lasciato dallo scotch!).

andrea ranzolin ha allegato le immagini:
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bat65377
#2  Scritto il 04-12-2017 22:21

Pienamente d'accordo  in tutti i punti da te elencati, non ne hai dimenticato una.

Pierangelo Serafin
#3  Scritto il 04-12-2017 23:37

Beh, Andrea, non sono tutti qui i danni che si possono trovare su degli albi a fumetti.

Ci sono le macchie d'umidità o le famigerate "orecchie" che si facevano alle pagine per tenere il segno oppure i giochi compilati a biro o addirittura con penna stilografica sbavante (anche se non è il caso degli albi di Tex).

Vorrei però spezzare una lancia riguardo a certe tradizioni del passato che risultano incomprensibili e/o fanno rabbrividire i collezionisti più giovani come le firme sugli albi e i rattoppi con lo scotch.wink

Nel primo caso bisogna pensare che questi fumetti giravano, in molti casi, per decine di mani e le firme dei loro proprietari servivano affinché i giornalini in questione tornassero, prima o poi, a casa.

Nel secondo caso bisogna sapere che in molti casi tornavano conciati come dei reduci di guerra (se certi brossurati sembrano più gonfi di altri è anche perché sono stati sfogliati molto) ed i rattoppi erano necessari; a volte al rattoppo ci pensavano addirittura gli amici o i cugini ai quali i giornalini erano stati prestati giusto per non fare brutte figure coi legittimi proprietari.undecided

In ogni caso tutti questi accorgimenti erano dovuti al fatto che, nel caso di "Tex" libretto, erano fumetti decisamente costosi per quei tempi.

Nel 1961 con le duecento lire di un volumetto di "Tex" ci compravi quasi sette numeri degli "Albi del Falco/Nembo Kid".

"Diabolik" costava centocinquanta lire fino a metà del 1970 come gli altri "neri" come "Kriminal" e "Satanik" che passarono alle duecento lire più o meno in quegli stessi mesi.

Quindi andavano tenuti da conto perché comunque negli anni Sessanta con duecento lire ci facevi tante altre cose e non era una cifretta da poco wink.

Dr Fiesmot
#4  Scritto il 05-12-2017 14:06

Giusto Pierangelo...le tue osservazioni completano la stilatura di Andrea. Ovviamente stiamo parlando del collezionismo in generale che a volte si diversifica da quello personale. Come già detto in altro post, ognuno di noi , da una propria priorità a come e cosa vuole collezionare.

Se ho un budget limitato non posso aspirare ad avere dei pezzi dall'ottimo in su....mi dovrò accontentare.

Se invece ho la possibilità economica di stare su dei livelli superiori....è conveniente comprare pezzi di ottima qualità e fattura.

Il perchè è semplice : se dovrò rivenderli in un futuro non ci smenerò troppo.

A me piace il fumetto integro, senza scotch e segni di biro e possibilmente senza mancanze perchè se avesse questi difetti  lo riterrei deturpante a se stesso .

Mi piacciono vissuti, non do importanza ad una piega in copertina....mi piace l'odore della carta che ha 60 anni...per l'edicola o il magazzino .....se sono stai in magazzino non sono stati di nessuno, nessuno li ha mai voluti e vissuti e , parlo per la mia persona, non mi piacciono....poi è ovvio che se li avessi non li butterei, anzi...( non voglio sembrare ipocrita perchè non lo sono).

Poi c'è un ultimo aspetto che forse non è stato ancora preso in considerazione;

c'è la possibilità che qualcuno possa acquistare tex come forma d'investimento....e allora dovrà necessariamente rivolgersi a quel mercato dei non umani....dove i prezzi non li fa la domanda e l'offerta ma solo quelle poche persone che sono disposte a spendere cifre folli con la quasi sicurezza di poterli rivendere per specularci sopra....ma siamo in un mondo che non mi appartiene anche se conosco qualcuno che fa parte di questo club.....però per me il collezionismo è altra cosa

andrea ranzolin
#5  Scritto il 05-12-2017 15:16

Grazie pierangelo e Ivano, avete dato veramente il LA al mio abbozzo di discussione: tutte cose che condivido pienamente e che mi fa un piacere immenso sentire ancora, soprattutto il bellissimo quadretto dello spaccato di vita popolare anni 60 che ha fatto Pierangelo: mi fa ripensare proprio a tutte le vicissitudini che un albo può aver passato in quegli anni e adesso, arrivato nelle nostre mani, ci fa riflettere sulle condizioni economiche di chi poteva, con fatica, permetterselo...