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andrea ranzolin
#1  Scritto il 30-11-2017 22:48

Ho fatto una cernita delle migliori copertine della serie gigante di Tex disegnate sia da Galep che da Villa, distinguendo i due autori, e nel caso di Galep i periodi in cui ha realizzato i suoi lavori. Le copertine, grossomodo fino al numero 100, appartengono ad un giovane Galep, cinquantenne; quelle che vengono subito dopo, tra il 100 e il 200, a mio avviso, sono le migliori: sono quelle di un Galep maturo, all’apice della sua bravura e maestria. Dovrei citarne parecchie ma, tra tutte, ecco quelle che poi si vedranno in foto: 104, 113, 134, 143, 159, 190. La mia preferita in assoluto e che mi ricorda i bei tempi della giovinezza è sicuramente la 113. Tra le tante copertine di Villa, che sono tutte veramente belle, ne ho scelto un paio: una che mostra un Tex con l’ombra sul viso, la 450 e la mia preferita per quanto riguarda questo autore: la 575.

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Dr Fiesmot
#2  Scritto il 30-11-2017 23:19

Per me Andrea in assoluto e solamente perchè furono i primi 2 tex che acquistai in edicola..." El paso" n° 117  insieme al suo 3 stelle contemporaneo e cioè il n° 77 " il tesoro del tempio". Tra l'altro col numero successivo inizia la storia del Dr Fiesmot che mi ha dato lo spunto per il mio nick. Erano i primissimi approcci al tex...che poi diventerà compagno di sogni e di fantasie per quasi 50 anni

Non ho più questi numeri ma il ricordo del loro acquisto è nitido come fosse ieri....

Comunque condivido il tuo giudizio per la serie gigante...per quello che concerne il Galep giovane...non saprei.

Gli Albi d'oro hanno delle copertine che personalmente le reputo ancora meglio della serie in questione. Galep ha dato prova di grande maestria e bravura con quegli Albi e le reputo ancora oggi insuperabili....e parlo del 1952.

andrea ranzolin
#3  Scritto il 01-12-2017 00:05

Grazie per le tue riflessioni: lo scopo di questo argomento dovrebbe proprio essere quello di confrontare le preferenze dei tanti texiani...Grazie anche per la precisazione riguardo agli albi d'oro e io direi anche la 1/29 e la raccoltina 1/7: lì troviamo sicuramente un'altra dimensione della maestria di Galep che non può essere paragonata a quella profusa nella serie gigante...

Dr Fiesmot
#4  Scritto il 01-12-2017 20:32

Certo Andrea

Anche le raccoltine e gli albi 1/29 hanno delle copertine meravigliose....

Mi sono sempre posto una domanda:

secondo te e secondo tutti coloro che leggeranno, per quale motivo le copertine della II serie gigante ( mi riferisco nello specifico in primis a quasi tutti gli spillati) sono stilizzate in maniera quasi ridicola ?

Stavo giusto guardando la copertina del n° 21....con tex a cavallo e quella pistola messa per me a caso...senza simmetria e senza gusto

Galep aveva già dimostrato la sua capacità creativa , aveva disegnato dei capolavori e poi ecco che la maggior parte dei primi numeri della II serie hanno le copertine "riciclate" dagli albi d'oro e per altro in maniera molto approssimativa....quando invece nel suo trascorso ogni qual volta veniva pubblicata e/o riciclata qualche serie la sua maestria nel ridisegnare le nuove copertine non aveva uguali.

E questo lo trovo illogico....

Pierangelo Serafin
#5  Scritto il 01-12-2017 20:59

 Sulle copertine approssimative si può logicamente pensare che siano state assemblate da disegnatori improvvisati presi alla bisogna dall'editore (se non addirittura qualche fotolitista con un po' di spiccato senso artistico); in molte di esse Tex è di spalle o messo in ombra oppure reso poco riconoscibile in secondo piano.

Succedevano cose del genere anche nelle case editrici più grandi (e penso alla rielaborazione pressoché cronica delle copertine degli "Albi del Falco/Nembo Kid" in Mondadori) ma in generale era un trend dell'editoria italiana di quegli anni.

In fondo il "Tex Gigante II serie" è la serie che definitivamente fa esplodere il personaggio ed il bisogno dei lettori di collezionarlo.

E' il formato ultimo dopo una serie di diverse incarnazioni tipografiche e la sua esplosione deve aver aumentato in maniera esponenziale l'impegno lavorativo degli addetti della casa editrice che passa da una conduzione familiare e quasi artigianale ad una di carattere decisamente industriale; tutti i casini protrattisi per anni con seconde, terze e quarte di copertina variabili e varianti sono l'esempio di un tentativo di quadratura del cerchio che si è raggiunto solo dopo anni di esperienza.

Lo dimostra il fatto che solo da un determinato momento in poi tutto torna nelle capaci mani di Galep mantenendo uno standard qualitativo più costante ed elevato.

andrea ranzolin
#6  Scritto il 01-12-2017 23:23

Ottime e acute osservazioni, Ivano e Pierangelo. All'inizio della "gigante" probabilmente Galep era talmente oberato di lavoro che faticava a consegnare in tempo le sue tavole per la pubblicazione...Come dice Pierangelo in alcune occasioni le sue copertine diventarono una specie di purpuri completato da altri autori. Vado un po' a memoria e mi sembra di ricordare che la copertina di "Piutes" n 23 ricalchi questa caratteristica: quelle due teste di indiani sono quantomeno fuori posto...Altro esempio: il tex di "Yampa Flat n 22", non è di Galep e se non vado errato e di Bignotti. Infatti nelle edizioni più recenti Galep lo ridisegnò.  Da un certo periodo in poi Galep dovrà essere costretto a rallentare il lavoro, dedicando il suo tempo più  alle copertine che non alle tavole delle storie. Ricordiamoci la clamorosa svista del "6" dita del 29: quanto stanco doveva essere Galep?

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andrea ranzolin
#7  Scritto il 02-12-2017 15:37

…e per chiudere il cerchio su questa bella discussione sulle copertine della gigante di tex, non potevo tralasciare l’ultima copertina di Galep, il n. 400. Ogni volta che la guardo provo un senso di nostalgia e anche un brivido ripensando alla coincidenza tra il messaggio che un sensibile come me può leggerci dentro e quanto poi è realmente accaduto…

Cito volentieri la parte finale di un articolo di Francesco Fasiolo, apparso su Repubblica verso la fine di agosto di quest’anno. Sono parole che rispecchiano totalmente anche il mio pensiero:

…L'ultimo saluto. “L'ultima copertina disegnata da Galep per la serie regolare è uscita nel febbraio del 1994, rappresenta un Tex a cavallo che se ne va verso il deserto e si gira per salutare tutti con il cappello. E la sua faccia sorridente, più che quella di un attore hollywoodiano, sembra proprio quella del suo disegnatore. Tex ha le fattezze di Galep, che morirà un mese dopo la pubblicazione di quell'albo, il 10 marzo 1994 a Chiavari.

È vero, se ci fate caso da un certo punto in poi della gigante, negli ultimi numeri, Tex assomiglia sempre di più a Galep: è il suo autoritratto!

 

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Pierangelo Serafin
#8  Scritto il 02-12-2017 15:57
Modificato da Pierangelo Serafin il 02-12-2017 19:00

Galep nacque  lo stesso giorno (28/8/1917) di un altro grande d'oltreoceano ovvero Jack Kirby e per coincidenza morirono entrambi nello stesso anno a distanza di un mese l'uno dall'altro.

Kirby dovette però accontentarsi di dare le sue sembianze, molto celate, alla Cosa dei Fantastici Quattro.

Dr Fiesmot
#9  Scritto il 03-12-2017 10:06

'andrea ranzolin ha scritto:'

…e per chiudere

 

Già Andrea.... L'ultimo saluto del grande Galep.

Il suo commiato e il suo passaggio di testimone .....però quanta nostalgia in quella copertina.